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5 - Cooperativa di Lavoro fra pescatori ora "San Marco"
(Costituita il 14 Settembre 1919)

A formare il primo Consiglio di Amministrazione vennero nominati: Tagliapietra Giuseppe detto Angelo, Costantini Luigi fu Angelo, Bon Alberto detto Pietro, Tagliapietra Giovanni fu Angelo, Dei Rossi Antonio fu Angelo, Zane Luigi fu Angelo, Dei Rossi Antonio fu Angelo e Memo Mario fu Ermenegildo.
Sindaci effettivi: Don Dario Costantini allora parroco di Burano, Dei Rossi Achille e il Cav. Francesco Bon, Sindaco di Burano.
Un anno dopo spinti dall'entusiasmo e dalla volontà di organizzarsi i pescatori di Burano sostenuti dal Comm. Emilio Pesenti, al quale più tardi, per ricordarne la memoria, affissero una lapide nel fabbricato della Cooperativa, a San Mauro 111 costituirono la Cooperativa di Consumo San Martino di Burano" in onore del Santo patrono dell'isola.
Sindaci furono eletti Don Dario Costantini, Parroco di Burano, Don Beniamino Groggia, Cappellano a Burano e il Cav. Francesco Bon, negoziante dell'isola.
Gli avvisi delle riunioni venivano effettuate sui periodici "Il Domani Sociale" di Roma e sul settimanale Veneziano "Bandiera Bianca".
La Cooperativa aderì pure alla Federazione Nazionale delle Cooperative in Roma.
L'organismo non ebbe vita facile tanto che nel 1926 fu sciolto i beni venduti e incorporato nella Cooperativa pescatori "San Marco".
Riportiamo copia dell'atto costitutivo.

Copia Atto costitutivo della Cooperativa del 14.09.1919
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Ancora silenzio per mancanza di documentazione sino al 1926, nel frattempo era nato il Fascismo.
Nel 1926 fu fondato l’Ente Nazionale Fascista della Cooperativa che impose il controllo strettissimo sulle cooperative che sfuggirono alla distruzione e alla devastazione degli squadroni fascisti
Il 20 marzo del 1926 si presentarono al Sig. D'Este Celeste, Presidente della Cooperativa fondata nel 1904 il Maresciallo dei R.R. Carabinieri Pietro Greggio, il Sig. Molin Giuseppe in rappresentanza del Sig. Tiziano Tagliapietra vice Commissario del Circolo Fascista, il Sig. Bon Cav. Francesco quale rappresentante del sindacato pescatori di Burano e il Sig. Oliva del Turco nominato commissario prefettizio della suddetta Cooperativa.
Di fatto le due cooperative di pescatori allora esistenti vennero unificate.
Interessanti sono le due relazioni che il Commissario Prefettizio tiene alle Assemblee dei soci del 13 febbraio 1927 sulla gestione del 1926 e il 4 marzo 1928 sulla gestione dell'anno 1927.
Relazione del Commissario Prefettizio sulla gestione al 31 Dicembre 1926 letta all'Assemblea Generale dei Soci tenuta in Burano il 13 febbraio 1927.

Sigg. Soci,
Nella precedente assemblea da me presieduta il 21 Giugno 1926 nel darvi atto dell'inizio della mia gestione, mi proponevo di condurre a termine nel più breve tempo possibile l'organizzazione della Vs/ Cooperativa in modo da consegnarla in piena efficienza al nuovo Consiglio d'Amministrazione ch'io contavo di insediare entro l'anno 1926. Sennonché circostanze estranee alla mia volontà mi obbligarono a ritardare ed anche a modificare in parte il mio programma.
Voi sapete che Vs/ Cooperativa sorta il 14 settembre 1919 è una filiazione di quella da voi costituita con lo stesso nome il 15 Agosto 1904 e che lo stabilimento "Casa del Pescatore" del quale l'attuale Società ebbe ad impadronirsi è proprietà della Cooperativa precedente che ha bensì cessato di esistere per il compiuto periodo di durata stabilito in anni 20, ma che tuttavia non venne ancora liquidata. Ora le attività e le passività della cessata Cooperativa non possono figurare fra quelle della Vs/Società fino a che non venga provveduto a tale apporto con le prescritte modalità di legge. Da ciò la necessità di estromettere sia pure provvisoriamente, dalla consistenza patrimoniale della Vs/ Cooperativa il valore degli Immobili e degli attrezzi della vecchia Società segnato in Inventario per £. 22.650,50; operazione questa che viene logicamente ad influire sulle risultanze di Bilancio il quale malgrado la conveniente valutazione dello Stabile di Vs/ proprietà, si chiude al 31 Dicembre 1926, con una perdita di £. 2.385,70. In compenso però il Bilancio Sociale al 31/12/26 comprende esclusivamente le attività e le passività della Vs/ Cooperativa. Detto Bilancio, compilato per mio incarico dal Rag. G. B. Poli di Venezia, prima di sottoporlo al Vs/ esame, venne da me scrupolosamente esaminato e trovato conforme alle risultanze contabili del giornale. Le varie voci di entrata e di spesa, furono da me controllate con le rispettive pezze d'appoggio in modo da accertarmi che la situazione patrimoniale della Vs/ azienda di cui oggi vi verrà data lettura corrisponda a verità. É quindi tutta una nuova opera di risanamento che s'impone, opera che non è possibile affrettare per la difficoltà di ammettere nella loro cifra integrale le passività raccolte e l'opportunità di ottenere dai Creditori della Cessata Cooperativa (che sono poi quasi tutti Soci della Cooperativa attuale) una congrua fiducia al loro credito, in modo che la Ns/ Società possa trarne dalla fusione con la Società cessata, un reale beneficio economico. In questi giorni inoltre ho condotto a termine le trattative con i Sigg. Trevisan Giuseppe e Torcellan Vittorio per la chiusura della Tintoria aperta in Burano località Macello che poteva costituire una modesta concorrenza alla Tintoria Sociale; trattative agevolate dal Sig. Basadonna Vittorio che associato da prima nell'Impresa ai predetti Sigg. rinunciava alla Sua proprietà ed agli utili eventuali dall'inizio della gestione a favore della Cooperativa. Si tratta ora di stabilire con i Sigg. Trevisan & Torcellan i risultati di questa gestione e di addivenire quindi alla liquidazione definitiva con conseguente assunzione delle caldaie ed attrezzi da parte della Cooperativa. ma questo non basta per migliorare le condizioni economiche della ns/ azienda è indispensabile aumentare il gettito delle provvigioni che durante il passato esercizio fu veramente irrisorio. A tale scopo sarà organizzato un'opportuno controllo perché tutti i Soci pescatori debbano portare il loro pesce a Venezia esclusivamente ai quattro provvigionisti della Cooperativa sotto pena d'inibire a loro l'uso della Tintoria. Ogni pescatore che vorrà tingere le proprie reti nella Tintoria Sociale dovrà presentare ad un incaricato della Cooperativa tutte le bollette del provvigionista e soltanto dietro presentazione della stessa verrà rilasciato il buono per la tintura e conteggiato il pino a £. 1,05 mentre per i pescatori sprovvisti delle bollette del provvigionista il pino sarà conteggiato a £. 2 il Kg. Non è pertanto ancora il momento di parlare del nuovo Consiglio di Amministrazione; occorre elevarVi a maggiore disciplina e comprensione ed io mi auguro che i mutati sistemi da me introdotti possano presto portare la Vs/Società a provvedere da sola al proprio funzionamento.

Il Commissario Prefettizio.

Inventario al 31.12.1926
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Relazione del Commissario Prefettizio.
( Letta all'assemblea dei Soci del 4 Marzo 1928).

Cari Soci,
Nominato Commissario della Vostra Cooperativa con decreto Prefettizio 20.03.1926 consegno oggi al nuovo Consiglio d’Amministrazione la vostra Azienda in piena efficienza, dopo averla sollevata da quella indisciplina e da quel caos amministrativo che indubbiamente l'avrebbero condotta al dissolvimento.
Riassumo con la possibile brevità i punti più salienti dell'opera mia durante il periodo della mia gestione.
Organizzazione. Prima del mio avvento regnava nella compagine sociale del vostro sodalizio la più completa anarchia. La difficoltà di aver sottomano una massa nomade come quella peschereccia, la naturale diffidenza, l'ottusità del pescatore che spesso ignora le proprie generalità ed i frequenti casi di omonimia non soltanto del nome e del cognome ma ancora della paternità e soprannome e perfino della data di nascita, rendevano arduo un esatto censimento dei componenti la Cooperativa e quindi la formazione di un libro soci che rispondesse alle prescrizioni di legge.
Oggi tutti i 297 Soci della Cooperativa sono regolarmente iscritti e poiché in maggioranza essi sono analfabeti, sono già in corso le pratiche perché con regolare procura notarile venga delegato chi dovrà firmare in loro sostituzione il libro soci. Affinché poi i singoli interessi siano meglio trattati ho provveduto alla divisione della massa sociale in gruppi a seconda del genere di pesca esercitato e precisamente alla formazione delle seguenti squadre: Serragianti - tratte da Canale - Nasse - Cogoli - Bragottanti - Fiocina - Pesce Novellanti - Strascico da Marina - Pesca Tartanella - Pesca Crostacei e Molluschi - Battarela d'Anguele, avendo cura che le nuove cariche sociali siano distribuite in modo che tutte le arti vi siano rappresentate.

Disciplinamento Legale. Nessun pescatore era in regola con gli articoli 189 - 144 - 147 del Codice Mar. Mercantile, ne con l'articolo 107 del Regolamento Cod. Mar. Mercantile. Qualche pescatore possedeva la licenza della barca; ma quasi tutti erano privi del foglio di ricognizione senza del quale la pesca è assolutamente vietata. Urgeva quindi provvedere ad ogni socio il certificato di nascita, di domicilio, di vaccinazione ed il foglio di congedo da trasmettere alla Capitaneria di Porto per l'iscrizione degli interessati fra la gente di mare di 2° Categoria. Lavoro questo che finalmente fu portato a compimento in questi giorni e le relative pratiche già depositate all'Ufficio competente saranno quanto prima esperite.
Situazione Amministrativa. Quando iniziai il mio lavoro esistevano in Burano Tre Cooperative di pescatori: quella di lavoro costituita il 15 Agosto 1904 proprietaria dello Stabilimento per la tintoria delle reti; quella costituita con identica ragione sociale il 14 Settembre 1919 la quale senza intervento di nessun atto legale e solo chiamando nelle proprie file i soci della prima, s'impadroniva della tintoria e la gestiva per proprio conto; quella di consumo denominata S. Martino che da parecchi anni cessata gravava con le sue passività sulla Cooperativa di lavoro. Occorreva pertanto liquidare la Cooperativa pescatori di Burano costituita nel 1904 e trasferiva legalmente le attività e le passività di questa nella nuova Cooperativa costituita il 14 Febbraio 1919, a ciò venne provveduto nell'assemblea dei soci del 22 Maggio 1927 pubblicata ed affissa con le modalità di legge.

Ma dove maggiormente s'imponeva una radicale riforma era nello Statuto Sociale non più rispondente agli odierni concetti della Cooperazione ed alle esigenze amministrative della Società. Nell'Assemblea del 21 Giugno 1926, pure pubblicata ed affissa a sensi di legge, vennero modificati gli articoli 1, 2, 3, 7, 10, 18, 23, 24, 32, 38 dello Statuto Sociale.
Approfittai di tali modifiche per ridurre da due a un anno la durata in carica del presidente e da quattro a due anni, la durata delle funzioni degli amministratori. E' bene che possibilmente tutti i Soci si avvicendino nelle cariche sociali in modo che ciascuno si avvezzi a portare nel governo degli interessi comuni il proprio contributo di lavoro, di passione e di controllo.
Situazione Contabile. Il Bilancio della Vostra Cooperativa all'assunzione della mia carica di Commissario si chiudeva con un utile netto di Lire 2385.,30 ma nelle passività ivi esposte non figurava il debito cambiario di Lire 13.000.= verso i fratelli D'Este di Burano per cui il bilancio stesso avrebbe dovuto chiudersi con la perdita effettiva di Lire 10.614, 30.
Il bilancio al 31 Dicembre 1927 presenta una perdita di Lire 1527,70.
La consistenza patrimoniale dell'Azienda si è quindi notevolmente migliorata e tutte le attività e passività esposte sono inoltre vere e reali.
Ho ritenuto di aumentare il valore del fabbricato tintoria delle L. 2.035.= spese per la costruzione della nuova pompa elettrica, il valore del fabbricato ad uso sede sociale della L. 2.350.= speso per restauri e quello del mobilio delle L. 850.= spese per l'acquisto della bandiera.
Oltre a tali miglioramenti a mobili e immobili, una particolare cura fu quella di estinguere i debiti specialmente verso le banche. Gli effetti passivi presso le banche che al 26 Marzo 1926 ammontavano a Lire 19.600.= si riducono al 31 Dicembre 1927 a Lire 6.500.=, furono cioè estinti durante la mia gestione effetti passivi per un'importo di Lire 13.100.=
Tintoria e mercato. La vostra Cooperativa ha due fonti di reddito. L'esercizio della tintoria e la provvigione dell'1% lasciato dai provvigionisti sul pesce venduto.
Secondo i dati dell'ultimo triennio l'utile della tintoria si mantiene quasi stazionario Lire 5.813,10 nel 1925; Lire 5.690,72 nel 1926; Lire 5.950.= nel 1927.
Il gettito delle provvigioni dopo una lieve depressione nel 1926 si afferma invece in un sensibile aumento: Lire 9.579.= nel 1925, Lire 6.042.= nel 1926 e Lire 11.000.= nel 1927.
Prima della mia gestione ogni pescatore poteva impunemente portare la propria partita di pesca anche a provvigionisti che non fossero designati dalla Cooperativa. Oggi provvigionisti e pescatori sono posti in condizioni di fare il loro dovere; i primi in virtù del contratto notarile da me stipulato che sancisce in caso di inadempienze severe pene pecuniarie e i secondi in seguito al controllo da me istituito sulla tintoria, per il quale vengono esclusi della tinta quei pescatori che non presentano il bollettino di vendita del provvigionista della Cooperativa.
Molto è ancora da fare in questo campo perché anche le categorie di pescatori che non hanno bisogno di tingere debbano portare il loro contributo alla Società, e le pratiche da me iniziate per l'organizzazione del mercato del pesca da semina e della pescheria di Burano, possono essere di guida ai nuovi amministratori.
Ad essi quindi seguire la linea da me tracciata ed ai soci tutti di continuare con disciplina e solidarietà il loro lavoro.
La vostra Società aderente per disposizioni statutaria all'Ente Nazione della Cooperazione che io ho l'onore di rappresentare, sarà sempre da me vigilata e sorretta; non intendo quindi congedarmi da voi ma ricordarvi che io sarò sempre con voi anche nel momento del bisogno ma che non permetterò mai che l'opera mia venga fraintesa ne che venga menomato ciò che è stato fatto e che ancora si dovrà fare.

il Presidente dell'Assemblea

Inventario al 21.12.1927
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Il 14 marzo 1928 fu insediato un nuovo Consiglio di Amministrazione. La normalizzazione sembrava attuata.Presidente fu eletto Costantini Luigi detto Buriello.
Consiglieri:
- Dei Rossi Enrico detto Pacciarina
- Rosso Antonio " Gnagnarin
- Memo Angelo " Caenasso
- Vio Angelo " Cagretti
- D'Este Giuseppe " Frattin
- Seno Virgilio " Scherolin
Cassiere fu eletto D'Este Luigi di Celeste.
Segretario contabile il Rag. Gio Batta Poli.

Copia Azione della Cooperativa di Lavoro del 14.09.1919

I soci risultavano 297 ed erano suddivisi in "famiglie" secondo la specificità di pesca che effettuavano:
1) - Tratte da canale
2) - Serragianti
3) - Nasse
4) - Cogoli
5) - Bragottanti
6) - Fiocina
7) - Pesce novellanti
8) - Strascico da marina
9) - Pesca tartanella
10) - Pesca crostacei e molluschi
11) - Battarella da Anguelle
Uno dei primi atti del nuovo consiglio fu quello di provvedere a denunciare alle pubbliche autorità i pescatori che usavano materiale esplodente nella pesca, pescavano le "verzelattine" fuori stagione e danneggiavano le reti degli altri associati poste in laguna.
Il 30 settembre 1928 la Cooperativa aderì al "Consorzio fra pescatori dell'Alto Adriatico", organismo che si prefiggeva l'acquisto collettivo di materiali da pesca, la costruzione di case per pescatori, di stabilimenti per la tintoria delle reti e di vigilare sulla rigida applicazione delle disposizioni legislative in materia di pesca.
Il 4 novembre 1928 fu venduto il fabbricato di proprietà della Cooperativa sito a S. Mauro n. 111, e la sede sociale fu trasferita presso la Casa del Pescatore in via Terranova 215. Con tale vendita vennero ripianati i vecchi debiti verso i soci Costantini Luigi detto Buriello, Seno Luigi e Costantini Giuseppe detto Padrin che avevano a suo tempo prestato i soldi per l'acquisto.
Nell'assemblea del 03/02/1929 fu nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione:

Costantini Luigi detto Buriello - Presidente
Tagliapietra Giuseppe " Bigoli - Consigliere
Seno Virgilio " Scherolin - "
D'Este Giuseppe " Frattin - "
Costantini Angelo " Padrin - "
Tagliapietra Giovanni " Marinaro - "
Vio Alessandro " Cagretti - "

Cassiere: Braion Carlo
Segretario contabile: Rag. Gio Batta Poli
Sindaci: Dott. Romano Andreose
Vio Federico e Senigaglia Vittorio

Il fascismo di fatto prendeva il controllo della Cooperativa. Il Dott. Andreose notoriamente svolgeva attività sindacale nel campo della pesca; infatti il 16 febbraio 1930 per divergenze con il Collegio Sindacale sulla gestione della pesca del pesce novello che era una delle fonti di maggiore guadagno per i pescatori e che di fatto fu strettamente gestita da un uomo di fiducia del Dott. Andreose, un certo Isepetto, il Consiglio rassegnò le dimissioni.
Fu nominato commissario Prefettizio il Cav. Uff. Ettore Duse.
Il 04 ottobre 1931 fu nominato nuovo presidente il Sig. Alessandro Rino Olivier.
Viene confermato che la Cooperativa ha un quarantennio di vita.
Evidentemente si ricollegano non solo alla Cooperativa fondata nel 1904 ma anche a quelle già esistenti nel 1896 e 1898.
Consiglieri risultano Vio Angelo fu Antonio, Costantini Giovanni, Bon Vittorio, Costantini Pietro, Dei Rossi Luigi "strighetta" e Tagliapietra Giovanni "marinaro".
Nel Collegio Sindacale entrò il Dott. Giuseppe Grella fiduciario del Circolo Fascista di Burano, il Sig. Bean Candido e Vio Angelo.
Dal 1932 al 1945 la normalizzazione fu completa.
Comunque è bene ricordare i vari amministratori che si sono via via succeduti:

1932 - 1933

Olivier Alessandro Presidente
Vio Angelo Consigliere
Costantini Giovanni "
Bon Vittorio "
Costantini Pietro "
Dei Rossi Luigi "Strighetta" "
Tagliapietra Giovanni "Marinaro" "
Collegio Sindacale: Dott. Giuseppe Grella, Bean Candido e Vio Angelo di Federico.


1934 - 1935

Zanchi Giovanni Presidente
Dei Rossi Luigi "Strighetta" Consigliere
Tagliapietra Giovanni "Marinaro" "
Costantini Angelo "Padiero" "
Memo Angelo "Caenasso" "
D'Este Giuseppe "Frattin" "
Tagliapietra Augusto "Bigoli" "
Collegio Sindacale:Dott. Giuseppe Grella, Rocco Flaminio e Torcellan Vittorio, rappresentante fiduciario del circolo fascista.

1936 - 1937

Zanchi Armando Presidente
Tagliapietra Albino "Marinaro" Consigliere
Tagliapietra Augusto "Bigoli" "
Memo Angelo "Caenasso" "
Zane Giuseppe "Cuccagna" "
Costantini Angelo "Padrin" "
Collegio Sindacale:Dott. Giuseppe Grella, Rocco Flaminio e Novello Attilio.
Risultano associati n° 260 pescatori.


1938-1939

Zanchi Armando Presidente
Tagliapietra Albino "Marinaro" Consigliere
Tagliapietra Augusto "Bigoli" "
Memo Angelo "Caenasso" "
Zane Giuseppe "Cuccagna" "
Costantini Angelo "Padrin" "
Collegio Sindacale:Rocco Flaminio, Novello Attilio, Toselli Giuseppe.

1940

Zanchi Armando Presidente
Memo Angelo "Caenasso" Consigliere
Tagliapietra Giovanni "Bigoli" "
Dei Rossi Luigi "Strighetta" "
Costantini Angelo "Padrin" "
Tagliapietra Albino "Marinaro" "
Costantini Luigi "Buriello"
Collegio Sindacale:Rocco Giannino, Ongaro Gino e Enzo Ubaldo.


1941

Memo Angelo "Caenasso" Presidente
Tagliapietra Albino "Marinaro" Consigliere
Costantini Luigi "Buriello" "
Rossi Luigi "Busarocche" "
Vio Giovanni "Grotto" "
Rossi Giuseppe "Brunetto" "
Bon Vittorio "Ciapatte" "
Collegio Sindacale:Memo Erminio "squadrista", Venni Cav. Giovanni e Voltolina Angelo.

1942

Costantini Giovanni "Colombo" Presidente
Costantini Alfredo "Boscolo" Consigliere
Molin Attilio "Boraccio" "
Rossi Giuseppe "Brunetto" "
Rossi Luigi "Suste" "
Costantini Giannino "Zanmaria" "
Vio Giovanni "Grotto" "
Collegio Sindacale:Memo Erminio, Venni Cav. Giovanni e Sconocchia Dott. Giorgio.
Direttore: Torcellan Enrico "Foggia"
Segretario: Bressanello Albino.

1943 - 1944

Costantini Giovanni "Colombo" Presidente
Rossi Luigi "Suste" Consigliere
Memo Angelo "Caenasso" "
Vio Giuseppe "Grotto" "
Zane Vittorio "
Seno Virginio "
Rossi Antonio "
Collegio Sindacale:Venni Cav. Giovanni, Muselle Iolando e Scarpa Erminio.
Risultano iscritti oltre 300 pescatori.

Venne la caduta del fascismo e la fine della guerra.
Il 3 Giugno 1945 alla presenza dei rappresentanti del Comitato di Liberazione del partito democristiano, socialista e comunista, del Maresciallo dei carabinieri e del Brigadiere della finanza si riunirono 280 soci.
Fu nominata una commissione di inchiesta sulle attività del Presidente uscente, Costantini Giovanni "Colombo", composta da Costantini Vittorio "Versotto", Vitturi Augusto "Brustolon" e Costantini Gustavo "Moretto".
A formare il Consiglio di Amministrazione vennero chiamati:
Memo Alberto "Ballarin" Presidente
Vio Angelo "Cagretti" Consigliere
Memo Angelo "Caenasso" "
D'Este Ubaldo "Frattin" "
Costantini Gustavo "Moretto" "
Vitturi Augusto "Brustolon" "
Rossi Luigi "Suste" "
Collegio Sindacale: Venni Giovanni, D'Este Giuseppe, Amadi Giuseppe.

Si riporta il bilancio al 31.12.1945
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Il 23 aprile del 1945 si era ricostituita a Roma la Confederazione Cooperative Italiane come “libero organismo apolitico a base nazionale, che si ispira ai principi della scuola sociale cristiana”.
Il 21 settembre del 1945, davanti al notaio Pellegrini la Cooperativa San Marco fra Lavoratori della Piccola Pesca fu una delle quattro cooperative veneziane fondatrici di analoga organizzazione nella Provincia di Venezia.
Il 27 giugno 1951 venne eletto Presidente il Cav. Angelo Trevisan che rimase in carica sino al 1975.
Durante la gestione del Cav. Angelo Trevisan furono risanate le finanze della Cooperativa, venne rilanciata la gestione del Mercato del pesce di Burano che per un certo numero di anni svolse una funzione economica importante per i pescatori e per l’economia locale. I rapporti con i commissionari che gestivano il posteggio di vendita al Mercato Ittico all’Ingrosso del Tronchetto trovarono un loro equilibrio.
Fu migliorata la gestione della tintoria delle reti. A seguito di un incendio che distrusse in parte la Casa del Pescatore, si resero necessari lavori di ristrutturazione.
Nel 1955 furono tentate iniziative per realizzare un stabulario per molluschi al Forte di Mazzorbo.
Il 23 febbraio 1975 gli subentrò il Rag. Romano Memo, tuttora in carica. Il primo annoso problema era la ristrutturazione e il consolidamento della Casa del Pescatore.
La tintoria delle reti stava andando in disuso. Le reti di nailon non necessitavano più del trattamento di tintura tradizionale. Il fabbricato era fatiscente; bisognava predisporlo per una nuova funzione.
La pesca stava evolvendosi anche a Burano. Le prime turbosoffianti arrivarono nell’isola.
La Legge 192 del 1977 che dettava norme per la commercializzazione dei molluschi eduli lamellibranchi imponeva la costruzione di un centro di raccolta pena il blocco della pesca.
Utilizzando normative Regionali, ma sfoderando tanto coraggio, perché le disponibilità finanziarie della Cooperativa erano limitatissime, tanto che tutt’oggi pendono alcuni obblighi finanziari, fu costituito il Centro di Raccolta, un frigorifero con un riproduttore di ghiaccio al servizio dei soci.
Altra particolare attenzione fu rivolta alla organizzazione di specifici corsi per far acquisire ai soci i titoli professionali di Capo Barca e Marinaio Motorista provvedendo prima al soddisfacimento della scuola dell’obbligo.
Nel 1984 la grande svolta. La Cooperativa passò alla gestione diretta di altri due posteggi di vendita al mercato all’ingrosso avendovi rinunciato le Cooperative di S. Pietro in Volta e Pellestrina che orbitavano economicamente a Chioggia.
I soci furono obbligati a conferire tutto il prodotto alla Cooperativa. Così iniziarono ad affluire nuovi flussi finanziari con un aggravio delle difficoltà di gestione.
La diversificazione delle attività di pesca fu una delle costanti dell’azione della Cooperativa; trasformare una parte dei soci da pescatori di cattura in allevatori era un investimento per il futuro.
Si organizzarono corsi per allevatori di mitili, credo siamo stati i primi nel Veneto. Il Dott. Angelo Grasso Presidente dell’Unione Provinciale Confcooperative, allora giovane amministratore del movimento cooperativo ne è buon testimone.
In Laguna Nord non si era mai sviluppata la miticoltura. Allo scopo, con alcuni soci della San Marco fu fondata una piccola cooperativa (La Nuova Pesca Burano) poi sciolta. Furono predisposti progetti per due vivai sperimentali: uno in Canale Gaggia ed uno in Canale San Felice adiacente alla valle Paleazza per un totale di mq. 10.000.
L’ottusità della commissione di salvaguardia fece naufragare il tutto. Venne negata l’autorizzazione “perché erano di intralcio alle maree e deturpavano il paesaggio”.
Poveri uomini che credono di svolgere una funzione di salvaguardia, invece il più delle volte sono di ostacolo allo sviluppo economico della città.
Già all’inizio degli anni ‘80 con il CO.S.P.A.V. iniziammo in sordina un tentativo di allevamento di Tapes Decusattus o Filippinarum, meglio conosciuti come Concoli o Vongole Veraci. Ma per quante concessioni abbiamo richiesto al Magistrato alle Acque ci furono sempre negate. Fu imposta la nascita del CO.VE.AL.LA. grande consorzio di difficile gestione. Tralascio la vicenda delle aree lagunari perché di scottante attualità. I freni che ci furono imposti negli ultimi dieci anni hanno consentito di converso al Polesine di decollare passando da terra derelitta a fonte di ricchezza nel settore.
Nel settembre del 1993 una seconda grande svolta, la trasformazione della Cooperativa da Servizi a Lavoro. Una nuova legge imponeva che il passaggio del prodotto da socio a cooperativa venisse fatturato con notevoli difficoltà per entrambi. Con oltre settanta soci furono stipulati i contratti di comodato per i natanti e le attrezzature. Di fatto la Cooperativa diventava armatrice e i pescatori soci lavoratori.
Di recente una normativa CEE, il Decreto L.vo 530, impone una nuova grande ristrutturazione del fabbricato della Cooperativa e del Centro di raccolta.
A livello Regionale la Cooperativa è stata sempre attiva nella promozione dei vari organismi associativi: dalla Veneta Pesca, costituita dopo la crisi derivata dal colera di Napoli; al Consorzio Peschereccio Veneto, creato nel 1937, ai recenti CO.VE.AL.LA., CO.LI. Venezia costituito con le Cooperative di S. Pietro in Volta e Pellestrina, al Consorzio per la Gestione della Pesca dei Molluschi Bivalvi nel Compartimento Marittimo di Venezia.
Il futuro non è ben delineato. Ai pescatori si chiede sempre di diventare allevatori, ma per farlo servono capitali di difficile reperimento, spazi in concessione a basso costo e soprattutto un’opera scientifica di sostegno. I pescatori prima di tutto devono pensare all’oggi. Il futuro è nella buona volontà e disponibilità di chi può sostenerci.
Attualmente i soci sono n° 136 dei quali n° 99 residenti a Burano e 37 fuori dall’Isola.
I natanti della Cooperativa sono così suddivisi:
N° 2 natanti a motore superiori alle 10 TSL.
N° 53 barche a motore inferiori alle 10 TSL.
Gli altri natanti operano a remi con motori fuoribordo.
Una settantina di soci effettuano la tipica pesca lagunare con tresse, tredici lo strascico in mare, ventisei operano con le turbosoffianti con undici natanti. Gli altri svolgono pesca lagunare secondo le stagioni: pesca del pesce novello, raccolta molluschi ecc.
Il fatturato degli ultimi tre anni si aggira in una costante di £. 3.200.000.000. La gestione della Cooperativa è molto complessa con quattro impiegati in sede e tre al mercato ittico. Amministrativamente la Cooperativa contabilizza n° 2837 fatture di acquisto e n° 20.312 fatture di vendita.
Di converso non siamo un’azienda che deve realizzare utili, bensì un organismo che deve erogare sempre più servizi ai soci e sviluppare nuove possibilità di lavoro. Il movimento cooperativo si dimostra quindi la forma migliore di gestione per questo tipo di piccole realtà che resistono da cento anni.